La Socializzazione dal punto di vista del cane – link video lezione

L’ American Staffordshire Terrier fa parte dei Terrier di tipo Bull, questi cani hanno caratteristiche che li rendono sensibili e reattivi. Ne abbiamo parlato nella diretta sulla socializzazione del 16 Aprile.

Iniziamo la vita con un cucciolo, magari il primo, e ogni persona che ha un cane ci spiega cosa fare e cosa non fare per la socializzazione.
Le informazioni sono tante, anche divergenti… come muoversi allora?
Vediamolo insieme! 

Avrete sicuramente sentito dire che il cucciolo è una “spugna” e apprende da ogni situazione.  Questa affermazione è vera e dobbiamo ricordare che le esperienze associate ad emozioni positive hanno effetti benefici, tanto quanto le emozioni negative possono lasciare risvolti duraturi anche indelebili (ad esempio un cucciolo che non ha fatto una buona socializzazione all’ambulatorio veterinario potrebbe averne paura per tutta la vita, se non aiutato).

Il motivo per cui abbiamo preparato una diretta Facebook e Instagram sulla socializzazione è rendere fruibili a tutti i meccanismi di questo delicato processo e aiutarvi a non commettere errori che possono compromettere la serenità del cane e, di conseguenza, della vostra famiglia.

Riassumiamo qui i concetti che abbiamo trattato e alleghiamo il link a fondo articolo per chi volesse seguire la registrazione.

Per socializzazione si intende il processo tramite il quale un individuo impara a conoscere e rapportarsi con equilibrio emotivo e comportamentale a tutta una serie di stimoli.

È credenza comune che sia necessario esporre il cucciolo a quanti più stimoli possibile per massimizzare i risultati (“fagli conoscere tanti cani in area cani, portalo in metropolitana e al mercato!” ecc.) , ma nella diretta vi spieghiamo che non è proprio così: il giovane cane deve poter conoscere il mondo ed elaborare strategie di risposta adatte alle situazioni e questo può avvenire se l’esposizione agli stimoli è commisurata alle capacità sensoriali ed elaborative del cucciolo! Troppi stimoli (iperstimolazione) creano danni tanto quanto un’esposizione insufficiente (ipostimolazione).

Quindi come facciamo a capire se l’esperienza che il cane sta vivendo è formativa o no? In linea generale è possibile capire se una dinamica di socializzazione sta andando nel verso giusto o sbagliato osservando qualità, intensità, frequenza e durata dei comportamenti. All’interno del video, all’incirca al minuto 35, vi forniamo dei riferimenti in una tabella che potete richiedere scrivendo all’indirizzo mail a fondo articolo.

Una volta fatta una buona socializzazione il cane andrà d’accordo con tutti i cani?
Ecco, uno degli aspetti che spesso noi umani dimentichiamo di considerare è la voglia/motivazione del cane di stare in quella situazione in quel momento. Nonostante la socializzazione sia stata corretta.
Mi spiego meglio: posso aver gestito al meglio la socializzazione nei confronti degli altri cani, ma questo non vuol dire che il cane in questione avrà sempre piacere ad incontrare gli altri cani. Una buona socializzazione permette all’individuo di rapportarsi correttamente secondo chi è lui (che emozioni prova, cosa è importante per lui in quel momento, ecc.), chi ha davanti (l’altro individuo mostra prepotenza/ competizione/ timidezza o difficoltà? ecc.) e secondo la situazione (siamo liberi/al guinzaglio/in mezzo ad altri cani? ecc.).
La testimonianza di Anna Lisa e Oliver, nella prima metà del video, chiarisce molto bene questo aspetto.

Se il cane invece non ha socializzato con le persone sarà impossibile inserirlo in famiglia? Altra informazione importante! Ottavia (con Marco non presente fisicamente, ma attivo in un’avventura grandiosa) ci rende partecipi che si, con Natsume  una scarsa socializzazione con le persone ha prodotto iniziali risposte evitanti (del cane nei confronti delle persone), ma è anche vero che intervenendo correttamente ci sono dei buoni margini di recupero.
Per questo motivo abbiamo inserito un breve intervento, che sicuramente svilupperemo prossimamente, su quanto la figura del volontario in canile possa attivamente contribuire a cambiare l’idea che alcuni cani hanno delle persone e di conseguenza permettere loro una vita in famiglia anziché in box. In questo caso è necessario l’ascolto e non solo il prendere quello che i cani possono dare. 

Altri interessanti accenni che approfondiremo, ma che intanto ci farebbe piacere ascoltaste nel video, riguardano la figura dell’allevatore e dei Terrier di tipo Bull, razze canine discriminate poiché incomprese e mal gestite dall’uomo.

La socializzazione è un processo delicato e importante, bisogna affidarsi a dei professionisti ma bisogna anche essere in grado di capire se il nostro cane sta facendo le esperienze corrette. Date un occhio alla video lezione e scrivete a info@liberamentecane.it per ricevere il pdf della tabella!

https://www.facebook.com/liberamentecaneprofessionisti/videos/207764527817431